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E-learning e formazione universitaria: i MOOC

Infografica - Massive Open Online Courses

Online Colleges – Il mondo dei Massive Open Online Courses

Che cosa sono?

I MOOCs (acronimo di Massive Open Online Courses) sono corsi di formazione a distanza prevalentemente gratuiti e accessibili a tutti attraverso l’uso della rete.
Il termine fu coniato nel 2008 da Dave Cormier (University of Prince Edward Island) e dal ricercatore Bryan Alexander (National Institute for Technology in Liberal Education) per il corso Connectivism and Connective Knowledge tenuto da George Siemens (Athabasca University) e da Stephen Downes (National Research Council) [1].

Come funzionano?

Per accedere ad un MOOC è necessario innanzitutto effettuare l’iscrizione ad una delle piattaforme che offrono la possibilità di seguire “corsi aperti di massa online” (ad es. Coursera, edX, Udacity). I corsi sono generalmente costituiti da brevi videolezioni (spesso integrate con altro materiale didattico) e prevedono un impegno settimanale che può variare in media dalle 3 alle 10-12 ore a settimana. Visto l’elevato numero di studenti (un MOOC infatti può anche superare i 100.000 utenti) i corsi sono strutturati in modo tale da facilitare il processo di valutazione di un così grande numero di partecipanti. Due sono gli approcci principali utilizzati: uno più tradizionale basato su valutazioni automatizzate in grado di restituire un feedback immediato allo studente (es. quiz a risposta multipla); un secondo tipo di approccio si basa invece sul concetto di collaborazione e di peer-review, il lavoro dello studente è cioè valutato dagli stessi compagni di classe. Il proficuo completamento del corso dà diritto, nella maggior parte dei casi, al rilascio di un attestato, senza riconoscimento di crediti universitari. Gli utenti possono inoltre interagire tra di loro attraverso forum e social network.

Quali sono le principali piattaforme che forniscono Massive Open Online Courses?

Coursera
Lanciata nell’aprile del 2012 da due professori di Stanfond, Andrew Ng e Daphne Koller, Coursera è un’azienda for-profit che opera nel settore della formazione superiore e collabora con numerose università e organizzazioni in tutto il mondo per offrire Massive Open Online Courses. Nel giro di poco più di un anno è diventata la piattaforma leader nel settore, arrivando a contare ben 4,8 milioni di utenti, 87 università partner (tra cui La Sapienza di Roma, unica università italiana) e circa 450 corsi nelle più svariate discipline: lettere e filosofia, medicina, biologia, scienze sociali, matematica, informatica, economia, arte, legge e molte altre. Da qualche mese Coursera offre agli studenti di alcune classi anche la possibilità di scegliere, previo pagamento di un costo di iscrizione che oscilla tra i 50 e i 100 $, l’opzione Signature Track, che, verificando l’identità dell’utente, permette di ottenere un certificato di effettivo conseguimento del corso.

edX
È una piattaforma non-profit fondata dal MIT di Boston e dall’Università di Harvard nel maggio del 2012. EdX offre attualmente 68 corsi in molteplici discipline tra cui diritto, storia, scienze, ingegneria, economia, matematica, scienze sociali, informatica e statistica. Come Coursera anche edX offre la possibilità di ottenere per alcune classi un certificato ufficiale di completamento del corso, in questo caso è previsto il pagamento di una quota di iscrizione.

Udacity
È un’organizzazione a scopo di lucro fondata da Sebastian Thrun, David Stavens e Mike Sokolsky, attiva dal febbraio del 2012. Conta circa 400.000 utenti e offre MOOCs in economia, matematica, scienze, informatica e design.

Khan Academy
Organizzazione non-profit fondata nel 2006 da Salman Khan con lo scopo di fornire “educazione gratuita di alta qualità per chiunque e ovunque”. Il sito fornisce una raccolta di oltre 4.500 micro lezioni, rese disponibili su YouTube sotto forma di video tutorial, in matematica, economia, finanza, scienze e materie umanistiche.

Vantaggi e svantaggi dei MOOC: una questione aperta

Il dibattito sull’effettiva qualità e validità dei corsi offerti è piuttosto controverso.
Tra gli scettici c’è chi lamenta in particolare l’assenza di adeguate metodologie di insegnamento ed apprendimento in grado di sostenere un proficuo sviluppo e utilizzo dei MOOC [2], chi avanza dubbi sulla natura for-profit della maggior parte delle piattaforme che offrono questi servizi e chi denuncia la carenza di adeguate infrastrutture di telecomunicazione e la scarsa alfabetizzazione digitale (non solo dei Paesi in via di sviluppo, ma anche di aree tecnologicamente avanzate come la nostra), limiti che non consentono un accesso e una fruizione veramente globale ed equa delle risorse ed opportunità offerte dal web e in generale dalle tecnologie digitali (si parla in questo caso di digital divide).
Tra i sostenitori, invece, c’è chi parla di democratizzazione della cultura e dell’educazione, garantita dal basso costo e dal libero accesso a corsi universitari di qualità, e chi afferma che l’incontro tra le nuove tecnologie digitali della comunicazione e il mondo del digital learning amplifichi sia la sfera del confronto e del dibattito che le capacità di apprendimento e la stessa esperienza formativa degli studenti grazie anche alla creazione di nuovi spazi virtuali, sociali e globali in cui poter condividere le proprie idee e contenuti con il resto del mondo.
Nonostante le critiche e i dubbi sollevati, nell’ultimo anno e mezzo i MOOC hanno raggiunto un livello di crescita notevole (sia per numero di utenti che di corsi offerti); la loro dirompente diffusione li ha resi una delle più significative e discusse innovazioni oggi in atto nel settore dell’educazione superiore.

Articoli e approfondimenti

Luca Dello Iacovo, L’economia «sommersa» dei Mooc, Il Sole 24 ore, 1 settembre 2013
Linda Finardi, MOOC: corsi in massa per studenti e Università, Roars, 21 giugno 2013
Carlo Lavalle, Corsi universitari online e gratuiti, parte il primo MOOC paneuropeo, La Stampa, 24 aprile 2013
Nick Anderson, Elite education for the masses, The Washington Post, 3 novembre 2012
Laura Pappano, The Year of the MOOC, The New York Times, 2 novembre 2012
Nicholas Carr, The crisis in Higher Education, MIT Technology Review, 27 settembre 2012
Per rimanere in tema di MOOC e di “cultura digitale” si segnala infine il corso offerto da Coursera E-learning and Digital Cultures. È un MOOC rivolto a tutti coloro che si interessano in generale di educazione o operano nel settore dell’istruzione. Il corso intende approfondire e chiarire cosa significhi insegnare ed imparare nell’era digitale, indagando la “cultura digitale” nelle sue forme accademiche e popolari.


[1] Cfr. George Siemens, Connectivism: a learning theory for the Digital Age, International Journal of Instructional Technology and Distance Learning, 2, 1 (2005), pp. 3-10; Stephen Downes, Learning networks and connective knowledge, 2006; Pløn Verhagen, Connectivism: a new learning theory?, 2006; Andrew Ravenscroft, Dialogue and Connectivism: A New Approach to Understanding and Promoting Dialogue-Rich Networked Learning, The International Review of Research in Open and Distance Learning, 12, 3 (2011), pp. 139-160.
[2] Tra i fattori più rilevanti si annoverano la mancanza di supporto alla studio e di interazione tra insegnanti e studenti con conseguente scarsa percentuale di completamento dei corsi, che si aggira mediamente intorno al 10%.

L’immagine di copertina è stata realizzata utilizzando le seguenti risorse:
MOOC logo (Elliot Lepers)
Certificate paper roll (Pixabay)
Browser internet (Pixabay)

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